il Canale 51-25
In quel di Orvieto, da poco ricollocata nel Duomo omonimo, è presente una delle opere più rappresentative e fondamentali se si volesse conoscere l’essenza della scultura barocca in Italia. A ben dire, come genialmente affermato da Philippe Daverio, il primo esempio di scultura barocca, datata 1603: parlo del gruppo scultoreo di Francesco Mochi, l’Annunciazione.
Prima di questa collocazione l’Annunciazione era situata nel complesso di Sant’Agostino, dove si poteva sperimentare tutta la sua spettacolarità e maestosità.
Non c’è esagerazione, l’esperienza dell’Annunciazione era totalizzante e permetteva di assistere ad un vero e proprio spettacolo catartico, coerente con il messaggio evangelico, metaforico e metafisico dell’opera.
Osservazione a 360°
Nel silenzio del complesso sconsacrato, era possibile girare in tondo alle statue, scoprendo, per esempio, che l’Arcangelo Gabriele nell’atterrare in un movimento a spirale complessa, su una nuvola illusoria, poteva essere inscritto in una sfera e, ogni passo fatto intorno, corrispondeva ad un grado metaforico dei 360 disponibili.
Un grado, una visione specifica, l’Arcangelo che si scompone con ali e braccia in un frattale visivo in forma di spirale ascendente e discendente, un miracolo cristallizzato nel marmo di Carrara, a tratti trasparente, nella sua sottana di seta svolazzante.
Non si è mai visto qualcosa di più estraniante, spaventevole, magico, magnetico e misterioso di un essere in vestina a balze e merletti, con un viso androgino gentile ed arcigno allo stesso tempo, con un’acconciatura freak anni ’70 tutta boccoli ed un viso di giovinezza eterna, come coerenza massima del suo essere metafisico.
Un’attrazione magnetica
Non si può non essere attirati dal gorgo magnetico di questa apparizione, ne è conferma la posizione della Madonna, la statua a lato dell’Arcangelo, che pur essendo di proporzioni aumentate rispetto a Gabriele, si rimpicciolisce pervasa da un’onda, alla Hokusai, di emotività e muove tutta la sua massa da statua antica, di una Giunone romana, in una conturbatio che non riesce a tranquillizzarsi nemmeno appoggiandosi a quella sedia in bilico per lo spavento e neanche stringendo a sé il libro del Mondo e della Vita.
Uno splendore inaudito, degno di essere vissuto in prima persona, e con invito a voi di una certa urgenza, anche se visibile in una cornice sottomessa, come quella attuale del Duomo di Orvieto. Scordatevi di poter girare in tondo, scordatevi di poter incrociare a tu per tu lo sguardo paralizzante di Gabriele.
Tralascio in questo contesto le considerazioni storico-artistiche sulla figura del Mochi e sull’estetica barocca considerata agli inizi della sua definizione originaria come espressione estetica di bizzarria irregolare. Non ho mai visto qualcosa di più logico ed allineato alle leggi del cosmo di questa opera scultorea e non ho tema di affermare che il Mochi, in questa opera giovanile, aveva circa vent’anni, sia superiore al suo successore, ben più famoso, Gian Lorenzo Bernini.
L’intuizione con lo Human Design System
Quest’opera, oltre alla sua portata artistica, per la quale ho speso solo accenni, giusto per spingere la ricerca e la curiosità personale, merita di essere utilizzata per condividere una vivida intuizione, rispetto al funzionamento in ambito di Human Design System, di un canale specifico dei trentasei disponibili, quello del 51–25, chiamato il “Canale dell’Iniziazione”.
Qualche indizio, il canale 51–25 unisce il Centro del Cuore/Volontà con il Centro G (identità, direzione, amore), mettendo in circuito Porta dello Shock (51) con la Porta dello Spirito del Sé – Innocenza, amore universale (Porta 25).

È un’energia “sacerdotale/guerriera” che innesca trasformazioni attraverso eventi destabilizzanti, affinché l’Io passi da una identità ordinaria ad una postura più allineata al Sé e al Sacro.
Possiamo, in parallelo al coinvolgimento dello Human Design System, considerare l’Annunciazione del Mochi un vero e proprio evento iniziatico.
Il dinamismo metafisico dell’Arcangelo
L’Arcangelo Gabriele piomba nello spazio di Maria con un dinamismo metafisico che rompe l’equilibrio e introduce un momento di intensa tensione emotiva: è una scena di “shock” spirituale, non di dolce intimità. Maria è colta nel moto di sorpresa, quasi sospesa fra rifiuto, timore e accoglienza del messaggio.
Iconograficamente questo istante è proprio il passaggio da una vita precedente a una nuova identità e direzione: “Ecce ancilla Domini”, Maria, Vergine nella gnosi cristiana, rappresenta la riconquista di una potenzialità nuova, come se chiunque possa o debba arrendersi all’inevitabile confronto con le forze spirituali e sottili, come l’incontro con un essere alato, androgino e terribilmente seducente nel suo essere fuori dal mondo e dal tempo umano.
E qui la metafora più specifica con il canale 51-25.
La figura dell’Arcangelo incarna bene la Porta 51: è il vettore di shock, il messaggero che “spinge” l’umano oltre la soglia, con un gesto rapido, discendente, perforante, che corrisponde alla qualità iniziatica e talvolta traumatica del Canale.
Maria è l’innocenza fatta persona
Maria incarna la Porta 25, l’Innocenza assoluta. La risposta è un cuore che, pur ferito e spaventato, si apre all’amore universale e all’offerta della propria identità al disegno divino. La sua postura può essere letta come il momento in cui l’innocenza si lascia trasformare in disponibilità, nella tradizione cristiana l’accettazione della chiamata divina passa spesso attraverso l’immagine del cuore ferito o trafitto: ciò che “fa male” è proprio ciò che apre ad un amore più vasto e a una volontà non più puramente personale.
Esempio è l’iconografia di Santa Teresa d’Avila con una freccia lanciata da un putto diretta al cuore, proprio nell’attimo precedente alla sua estasi divina, e forse, in maniera pedestremente laica, anche quel riverbero ridondante dei mille cuori trafitti degli innamoramenti come eco di un’altra storia epica, Amore e Psiche, oggetto magari di future riflessioni.
Maria non viene trafitta nel cuore da nessun dardo, persino il giglio che offriva l’Arcangelo è andato perduto, ma, come analogamente, nel canale 51-25, è l’io che viene “trafitto” da esperienze-che-scioccano: se non restiamo nel trauma, ma nella resa fiduciosa, il cuore ritrova una nuova coerenza e la volontà si riallinea a una direzione più grande, diventando capace di iniziarsi ed iniziarsi gli altri.
Maria, al sussurro Ecce Ancella Domini, si arrende al cambiamento e rimane incinta di un nuovo mondo, di una nuova era.
Separati, ma al tempo stesso uniti
Nel gruppo del Mochi, l’Arcangelo e la Vergine sono fisicamente separati, ma uniti da un invisibile ponte di parola, sguardo e Spirito: lo spazio vuoto fra le due figure è il “varco” iniziatico, luogo di passaggio della Parola, esattamente come nel canale 51-25 lo spazio fra Cuore e G è attraversato da una corrente che unisce identità e volontà.
Questo vuoto è la soglia interiore in cui avviene lo shock: l’Arcangelo scuote, il cuore trema, ma da quella fenditura nasce una nuova configurazione del sé, nel linguaggio cristiano è la maternità divina di Maria e, nel linguaggio Human Design, è la capacità di iniziatore centrante per sé e per gli altri.
Shock ed Innocenza si prendono per mano spostando il limite fino ad ora esperito di Padronanza di Sé e Padronanza del Mondo.
È il chiaro esempio in cui l’arte diventa Iniziazione e l’Iniziazione Arte.
Siamo in una rappresentazione teatrale spettacolare, possiamo davvero partecipare della catarsi metafisica!
E come tali, siamo quella quarta parete che nella sua presenza, nel suo essere sguardo di osservatore rende coerente il cambiamento e lo amplifica nell’inconscio collettivo come dono di una forza mutativa che esercita pressione sull’Umanità per continuare a far evolvere la Consapevolezza più in profondità nella Forma.
Il gioco dei transiti planetari porta a tutti questa esperienza
A prescindere dal proprio disegno di nascita, in cui può essere presente la definizione o meno del canale 25-51, ricordo che, almeno nel corso dell’anno, tutti noi abbiamo la possibilità di godere e sperimentare questa iniziazione, questo sconvolgimento, con i transiti veloci o lenti, ogni volta che un nodo lunare o un pianeta, si sovrappone contemporaneamente sulle due porte, 51 e 25.
Oppure, in maniera più randomica, possiamo sperimentare questo misto di innocenza e shock ogni volta che incontriamo qualcuno che ci definisce questo canale, in tutte le sue sfumature possibili, nella compromissione, nella dominanza e nell’elettromagnetismo.
Lo stupore e la trasformazione mutativa possono essere sempre dietro l’angolo, siamo passeggeri in viaggio nel mistero.

Rachele Patrizia Catanese

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